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IL CINEMA AUTORIALE E GLI AUTORI DI GENERE dossier sui migliori registi indipendenti dell’horror italiano

Fotogramma estratto dall’ultimo trailer di Vork And Beast. Diretto e interpretato dal regista underground Fabrizio La Monica.

Fatta eccezione per la commedia, il genere in Italia è praticamente morto con l’arrivo degli anni ’90. Ciò che ci è rimasto consiste in una sorta di filone melodrammatico realizzato con quattro soldi, impoveritosi ulteriormente con l’arrivo del digitale. La prima domanda che sorge spontanea è: oggi la parola “autore” viene adoperata con cognizione di causa?  Se vogliamo fare i pignoli sino in fondo dobbiamo far notare che un “film d’autore” dovrebbe esser diretto dalla stessa persona che l’ha scritto. Spulciando con attenzione il retro della confezione si scopre che molte delle odierne pellicole definite “autoriali” son tratte da romanzi contemporanei. Capita che la sceneggiatura sia scritta da uno stock molto numeroso di sceneggiatori. Si arrivano a contare persino sette, otto scrittori per un singolo copione. Non che scrivere in compagnia sia mai una cosa sbagliata, ma tutti gli scrittori sanno in cuor loro che un solo uomo è poco ma due sono già troppi. Per voler gettare sul piatto una cifra attendibile direi che … tre, quattro persone al massimo rappresentano l’ideale per raggiungere il completamento di una sceneggiatura.

Anni addietro la fauna comprendeva film d’azione esportabili, ad esempio quelli di Bud Spencer & Terence Hill. Fece il giro del mondo anche il lavoro di un vero grande autore come Federico Fellini. Sino agli anni ’80 Fellini ha dato tanto, senza mai mostrarsi snob nei confronti degli “inferiori”. Forse riservando per Mario Bava maggiore rispetto di quanto ne offrisse all’Academy o al cinema commerciale U.S.A.

Accade soprattutto nelle cucine dei ristoranti migliori e meglio frequentati che si debba trovare il giusto spazio per la monnezza. Il cinema di genere italiano è stato quindi lo scenario per veri imbrattapellicole come Marco Antonio Andolfi, Claudio Fragasso, Bruno Mattei. Mentre ora che il “brutto” e il “faceto” son stati aboliti dalle sale italiane, viene proposto del materiale che raramente arriva sino a Lugano. Nanni Moretti (La STanza Del Figlio, Habemus Papam) che un tempo lodava Spielberg e il cinema pop importato dagli U.S.A., adesso si è chiuso in se stesso. Continua a fare degli ottimi prodotti ma solo quando gli va. La situazione peggiora se possibile con Paolo Sorrentino (La Grande Bellezza, Le Conseguenze Dell’Amore), ottimo regista ma del tutto privo di umiltà. Dalle sue interviste traspare l’astio verso tutto ciò che non rientra nelle sue rigide regole d’autorialità. E lasciatemi specificare bene che Sorrentino, Moretti e Matteo Garrone (Gomorra, Primo Amore) sono i VERI autori della nostra epoca, quelli bravi. Ma allora cosa sono tutti gli altri? Cos’è il seppure bravo Paolo Virzì? Già con Roberto Faenza e Ferzan Ozpetek tocchiamo il limite. Allora come potremmo definirli ai vari Silvio e Gabriele Muccino, Federico Moccia? Si tratta ovviamente di falsi autori. Personale che negli anni ’70, ’80 sarebbe stato impegnato su progetti minori, liceali con Gloria Guida, cloni a bassissimo costo di ciò che va di moda. Probabilmente non l’avrebbero neppure vista una regia, ma sarebbero stati impegnati in ruoli tecnici.

Da sinistra verso destra: Matteo Garrone, Paolo Sorrentino, Nanni Moretti.

 

Per queste ragioni mi sento d’affermare che, al momento, molti veri autori fanno il genere. A partire dal mai troppo apprezzato Michele Soavi che non nega d’agognare un ritorno in sala, rigorosamente con una pellicola di paura. Pur essendosi prestato nel mentre a produzioni televisive anche abbastanza mediocri. Di progetti gliene son saltati già un paio purtroppo. A partire dal sequel del mai fatto del suo Dellamorte Dellamore, sino a una misteriosa preproduzione chiamata Catacomb Club che purtroppo sfociò nel nulla. Non dobbiamo neppure negarli che la sua penultima produzione per la sala Arrivederci Amore Ciao è proprio un noir duro e violento, superiore persino a Non Essere Cattivo di Claudio Caligari. Proprio perché Soavi lima (potremmo dire censura) alcuni eccessi del libro originale di Massimo Carlotto, ma allo scopo di adeguarlo alla sua poetica. Insomma un regista rimasto fedele al suo modo di far genere, che non ha mai battuto un singolo carattere sulla tastiera eppure può essere definito autore almeno quanto Moretti e Sorrentino.

DELLAMORTE DELLAMORE

Infatti, quasi tutte le indie star che seguono nell’elenco scrivono di pugno le proprie storie, anche al costo di compiere qualche errore. Perché proprio la solidità dello script è un problema ricorrente di questi lavori. Il senso d’essere “indipendenti” dovrebbe consistere nel non dover mai sacrificare importanza all’originalità. Lo stesso Federico Zampaglione dopo aver realizzato il suo Shadow dichiarò d’essere interessato a continuare la carriera di regista solo per realizzare altri film dell’orrore e Thriller.

In questo dossier saranno presenti sia registi che hanno potuto contare su una produzione e distribuzione minima pur mantenendo la nomìa d’indipendenti, sia tutti coloro che navigano da sempre sul filo dell’amatorialità facendosi il culo ogni santo giorno. Voglio comunque dare la precedenza (con qualche eccezione) a quelle realtà che hanno sfruttato almeno una volta la rete per diffondere il proprio lavoro gratuitamente, guadagnandoci in consensi e notorietà nell’ipotesi di un’opera successiva distribuita regolarmente per la sala o in DVD. Perché mi va di proporre una valida alternativa alla pirateria a tutti i miei lettori che vorrebbero vedere qualcosa d’interessante ma non hanno molti soldi in tasca, né l’intenzione di riempire di virus il proprio computer navigando per i meandri della rete su siti chiamati magari Torrent’inmulobay. Siccome molti di questi artisti fanno, o hanno fatto l’Horror, questo è lo speciale ideale per il periodo di Halloween, specialmente per i veri orrorofili che hanno visto tutto e non sanno dove sbattere la testa per questa fin di ottobre.

La volontà è di farvi scoprire qualcosa d’italiano e di gratuito, ma comunque valido e che meriti d’essere sostenuto almeno con una visualizzazione su Vimeo.

Partiamo subito col bravo Nicola “Peg” Pattaro. Se non ricordo male il suo progetto d’origine si chiamava Storie di Persone Poco Normali, ora rinominato The Bloor Pictures. Lo potete trovare su Facebook e Youtube. Si tratta sostanzialmente di un autore che “produce” se stesso. I problemi sono gli stessi che troviamo in tutte le produzioni zero budget, l’ovvia povertà delle ambientazioni e degli effetti. I dialoghi raggiungono vette di comicità volontaria non indifferente. Il punto forte di Pattaro è sempre stato l’Horror comico demenziale finto trash alla Peter Jackson/Sam Raimi. Tra le sue opere più interessanti Evil Doll, Oky e The Country Il 12° Rintocco. Quest’ultimo in particolare è una sorta di piacevole reinterpretazione in chiave splatter de Una Notte da Leoni (Hangover).

Roberto D’Antona. Di quest’attore e regista indie italiano ve ne parlai già nel dossier dedicato ai Fanmovies ispirati al celebre fumetto italiano Dylan Dog. Se andate giù, nella lista dei video sul nostro canale Youtube, trovete l’intervista a questo giovane del cinema italiano. Questa volta voglio proporvi tutto ciò che ha realizzato dopo Il Trillo Del Diavolo. Sotto la regia di suo fratello Eros ha vinto il premio di miglior attore non protagonista all’American Movie Award. In Insane, per il ruolo del villain Condom. Son passati anni da quando ci sorprese tutti col telefilm Johnny. Da poco ne è uscito un nuovo, intitolato The Reaping ed è disponibile in streaming su Amazon Prime. È già online il trailer dell’Horror The Wicked Gift, a breve dovrebbe essere distribuito nelle sale Italiane. Almeno per il momento ha interpretato tutti i film che ha diretto, scegliendo per sé il ruolo del protagonista o, più spesso, quello del mostro.

Roberto D’Antona in The Reaping.

Federico Sfascia e i Licaoni. Sebbene abbiano realizzato delle opere anche ognuno per gli affari suoi, sono le collaborazioni avvenute fra loro a farci ricordare Federico Sfascia e Alessandro Izzo come due tra i migliori registi indipendenti italiani: I Rec U ed Elba L’Eredità di Napoleone (entrambi visionabili gratis tramite Youtube). Il gruppo dei Licaoni (capitanato da Izzo) è forse più paraculo, si son spesso coperti dietro la produzione di film/spot a tema sociale o di sponsorizzazione del territorio. In questo modo sono comunque riusciti a realizzare bellissime opere Fantasy come Elba e Alice’s Adventures in Tuscany. Attualmente sono impegnati in vari Festival, a presentare il loro ultimo corto Olivia. Il crowdfunding annunciato col titolo Twinky Doo Magic World sapeva di slasher già dal teaserino di lancio. Purtroppo dopo anni non se n’è saputo nulla. Mentre F.Sfascia rappresenta la faccia dura della medaglia. Ogni qual volta non ha potuto contare su una produzione, Sfascia si è prestato al fumetto. Scrivendo e disegnando per intero le pagine delle sue storie. Certamente l’unico regista indipendente italiano su cui non ci sono dubbi, è pronto per una produzione “ufficiale” e la merita prima di chiunque altro. Potete visionare la maggior parte dei lavori gratuitamente su Youtube, dopodiché se decideste di volerli sostenere potete acquistare il DVD di Alienween.

Federico Sfascia interpreta Il Tiranno in Elba.

 Dominiziano Cristopharo è uno di quegli indipendenti un po’ avari. Non ha postato pressoché nulla d’intero nel canale Youtube che porta il suo stesso nome. Fatta eccezione per il medio House of Shells, reso disponibile gratuitamente credo per ovvie ragioni di copyright legate al personaggio Dylan Dog. Ha partecipato a entrambe le raccolte di corti P.O.E. Project of Evil e Pieces of Eldrich. Trattasi di una rielaborazione molto pesante dei racconti e delle poesie di Edgar Allan Poe (per chi non lo sapesse, trattasi del precursore di tutta la letteratura Horror). La si butta di brutto sul gore, forse l’episodio diretto da Cristopharo è il più fedele tra tutti. Con Federico Zampaglione condivide quella capacità di cogliere alcune trovate dal cinema internazionale, facendole proprie, insomma rendendole “spaghetti”.

Se avete gradito l’incursione nel torture movie, sappiate che Ivan Zuccon ci va ancora più duro rispetto a Cristopharo. Seppure improntato verso la psicologia, il suo cinema è fortemente hemoglobinico. Bisogna dire che sino a oggi ha vissuto un po’ all’ombra del suo Nympha, tra i suoi progetti quello che ha ricevuto più riscontri da parte di critica e pubblico. Le sue opere sono tutte dedicate agli stomaci forti sempre dediti a riscoprire film dove vengono riprodotte e mostrate mutilazioni, budella, crani fracassati etc. Oltre a Nympha vi consiglierei Wrath of The Crow e Bad Brains. Poco tempo fa fu annunciato In Articulo Mortis, con tanto di trailer. Basato su un romanzo di Michael Segal. Nel cast sarebbe dovuto ricoprire un ruolo primario anche il già citato Roberto D’Antona. Purtroppo lo stesso Zuccon si disse demoralizzato, per via del disinteresse mostrato da eventuali finanziatori e distributori.

Ivan Zuccon

 

Sino a oggi le regie Gabriele Albanesi sono soltanto due, Il Bosco Fuori (2006) e Ubaldo Terzani Horror Show (2010). Dopodiché si conta solo qualche partecipazione tra cui la firma di uno degli episodi di Italian Ghost Stories. In particolar modo il suo esordio con lo splatterone Bosco Fuori appare ancora oggi molto convincente e sopra la media. L’ultimo suo progetto avrebbe dovuto intitolarsi Kid in the Box, sarebbe dovuto essere proprio un sequel della sua opera più fortunata e riuscita. Sfortunatamente svanì tutto nel niente. Dopo qualche mese dal rilascio del teaser fu lo stesso Albanesi a dichiarare che si aspettava maggiori consensi, sia da parte di eventuali produttori, sia da parte del pubblico in termini di visualizzazioni e like. Aggiungendo che il teaser stesso rappresentava tutto quanto il girato, e non c’era nient’altro di pronto. Riguardo Ubaldo Terzani Horror Show non c’è molto da dire. Realizzato con la collaborazione dei celeberrimi fratelli Marco e Antonio Manetti. È deludente anche se insomma dai … c’è di molto peggio. Resta che U.T.H.S. è un volo che non decolla mai. Dopo la visione di una qualsiasi pellicola di Albanesi, anche la peggiore, rimane sempre in noi una sensazione di autentica inquietudine che nessun altro connazionale è in grado di trasmettere. Nonostante il montaggio, la fotografia e la regia possano apparire amatoriali a tratti (alla Bruno Mattei per intenderci), tutti i fotogrammi sono imperniati di un particolare magnetismo che rende la narrazione attraente. Difficile stabilire se il merito vada attributo a un voyeuristico modo d’inquadrare, oppure alle musiche. Non mi risulta abbia mai reso le sue opere disponibili gratuitamente sui Social. Qualche volta ha sfiorato la sala ma la via più veloce per recuperare questa roba è il DVD.

Gabriele Albanesi

Raffaele Picchio. Se siete degli assidui frequentatori dei gruppi Facebook, potreste essere incappati in costui senza saperlo. Dovete sapere che R.Picchio è iscritto a Facebook sotto falso nome. Ciò gli permette di girovagare di qua e di là per insultare tutti coloro non la pensano esattamente come lui. Tra le altre cose si comporta da banale hater di Dario Argento e di tutto il mainstream italiano. Insomma, se aprisse un canale Youtube per fare dei Vlog sarei il primo a fiondarmici come già feci per F.Frusciante, poi seguito da tanti altri. Non è da escludere che Picchio abbia insultato pure voi che state leggendo in questo momento, nel qual caso lo avrete certamente scambiato per un bambino “speciale” in cerca di attenzione. Invece no, pensate! Si tratta di un regista, e anche … discreto. Per fare un paragone metterei il suo Morituris sullo stesso piano di Shadow di Zampaglione. Dopo una vita produttiva travagliata, il peggio doveva ancora arrivare. Morituris fu letteralmente bocciato dalla censura italiana che ne bloccò la visione nelle sale. Scelta a dire il vero abbastanza incomprensibile. Mi spiace sfatare un mito ma Morituris non rappresenta una visione particolarmente disturbante, eccezion fatta per alcune sequenze sconnesse dalla narrazione principale. Una qualsiasi puntata di Saw ci mette molto più a dura prova, idem Hostel, La Casa dei Mille Corpi, Antichrist, Martyrs, per non parlare di À L’Intérieur e Salò Le 120 Giornate di Sodoma. Non che Picchio sia neanche lontanamente paragonabile a Pasolini, però resto fermamente contrario al fatto che la censura faccia il suo sporco lavoro basandosi su “nome e lignaggio” anziché su dati oggettivi. Fastrano quest’episiodio perché, davvero, in Morituris non vi è neppure una scena lontanamente paragonabile a quella del bambino mutilato in Il Bosco Fuori. A discapito delle velleità autoriali, il bello di Morituris è che si tratta di puro genere. Si distingue per il gusto nella creazione delle creature. I gladiatori risorti pare siano stati realizzati con la collaborazione di Sergio Stivaletti, sono mutilati come gli zombi di Fulci ma pallidi come fantasmi. Picchio proviene dal documentarismo a tema Horror italico, in particolar modo su D’Amato e Fulci. Per il recente The Blind King, pare abbia deciso di ridurre la quantità di emoglobina e perversione contenuta. Non è uno di quei registi particolarmente legati alla rete (se non per le suddette questioni di haterismo) quindi non troverete nulla di suo su tubo e simili … cioè in teoria lo potreste anche trovare caricati arbitrariamente da terzi (alla faccia della censura di questo cazzo) però questi film li dovreste comprà.

Oronzo Canà dopo una discussione con R.Picchio sui social.

 

Fabrizio La Monica. L’ennesimo personaggio di cui già vi mostrai il canale in uno dei miei vecchi articoli. Molto prolifico, Fabrizio La Monica ritornerà a breve col suo lungometraggio. Vork & The Beast, costatogli circa un anno di lavoro oltre che un piccolo dispendio in termini di autofinanziamento. Il consiglio è di spulciare su youtube l’intera lista di titoli sul canale chiamato Calamaro Gigante Pictures. Teniate presente che più scaverete a fondo, e più rischierete d’incappare su roba falso trash abbastanza delirante. Se proprio volete che sia io a fornirvi alcuni titoli: il corto di carattere civico Piero Uomo Buono, lo sconvolgente shortissimo Laura, e il riuscitissimo Horror demenziale  Zomb. Se poi foste degli irriducibili patiti del trash, e dopo Zomb voleste farvi per davvero del male, potreste recuperare Hyper D’Alton e Sinfonia di Tenebra. Merita d’essere menzionato anche The Pet, circa dieci minuti di convincente atmosfera lugubre e splatter accennato.

Se avete gradito in particolare la produzione di Nicolas Widding Reft dovreste proprio prendervi mezzora libera per guardarvi Nuraghes S’arena. Mediometraggio Fantasy/Horror diretto da Mauro Aragoni e interpretato dal rapper Salmo. Un mix di Valhalla Rising e il Mortal Kombat di Paul W.S. Anderson. Abbastanza interessante anche il precedente Quella Sporca Sacca Nera, seppure si tratti sostanzialmente di un lungometraggio Western diluito per diventare una Web Serie. Tra le sue prime opere ricordiamo lo spaventoso Una Stranissima Giornata, per rimanere in tema di Halloween. Alcuni di questi possono essere recuperati tramite un semplice (e legale) ricerca su Google.

Un sadico senza tetto intento a portare avanti gli esperimenti di Erzsébet Báthory, una sala cinematografica maledetta che intrappola l’anima di chi le fa visita. Queste alcune delle idee su cui Alex Visani ha costruito la sua filmografia. Ha vinto diversi premi in tutto il mondo. È accreditato come “produttore” dell’ultima fatica di Federico Sfascia, Alienween. I suoi cortometraggi sono tanti, molti li potete recuperare sul suo canale Youtube. Ha realizzato anche due lungometraggi per il mercato del DVD, tra cui The Pyramid. Come spesso accade nell’indie si tratta in realtà dell’unione di vari corti. Ha ricevuto menzioni ed stato premiato da varie realtà internazionali del mondo dell’Horror underground.

Noto soltanto per il lungometraggio splatter intitolato Mad In Italy, non so se Gianluca Testa abbia realizzato per lo meno dei cortometraggi.

Altro regista di cui potete trovare l’audio intervista sfogliando il nostro canale Youtube, è Francesco Longo. Sempre su YT Youtube potete trovare il primo episodio della sua trilogia di cortometraggi, Skizophrenia. In pratica si tratta di un teaser per la dilogia che segue: Claustrophobia e Nyctophobia. Tra l’altro le sue opere son state selezionate da vari festival internazionali. Lui poi ha realizzato il ritocco digitale per il sopracitato Roberto D’Antona e altri colleghi.

Lorenzo Bianchini si distingue dalla massa per il ritmo lento e l’attenzione nei dettagli, la capacità di spaventare senza mostrare pressoché nulla di truculento. Come Lovecrafct non descrisse nel dettaglio l’estetica delle disumane creature che popolavano i suoi racconti, forse anche Bianchini non sente il bisogno d’inquadrarle. Essendo L.Bianchini profondamente legato ad Howard P. Lovecraft sin dai tempi di quello che è considerato il suo capolavoro, cioè Custodes Bestiae. Esordì nel 2001 sulla falsa riga di Blair Witch Project, con l’Horror d’ambientazione udinese intitolato Radice Quadrata di Tre. Bianchini non ha mai caricato nulla di suo online, sebbene Lidris Cuadrade di Tre raggiunse ogni angolo dell’Italia tramite una pirateria tacitamente consensuale.

Allettante già dal titolo, risalta nel mucchio il recente Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario. Realizzato parzialmente come un cartone animato in stop motion. Stando ai principali web database riguardanti il cinema pareche Paolo Gaudio abbia realizzato soltanto questo lungometraggio. In Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario vengono alternate sequenze girate in live action, ad altre realizzate in stop motion. L’accostamento a Tim Burton è immediato per chiunque, ma l’autentico conoscitore di pellicole underground può scovarne  un altro forse ancora più azzeccato col messicano Bajo La Sal diretto da Mario Muñoz. Fantasticherie di un Passeggiatore è davvero molto riuscit. Oltre alla trama attraente, fra l’acting e lo stop motion si trova spazio anche per degli effetti in computer grafica davvero sopra la media per il cinema europeo, paragonabili se non superiori a quelli de La Terza Madre di Dario Argento, tenendo conto della cospicua differenza di budget. Per la prima volta in veste d’interprete, compare il regista D.Cristopharo.

Il regista Dominiziano Cristopharo in un cameo nel film Fantasticherie di un Passeggiatore Solitario, diretto da Paolo Gaudio.

 

Dionea Group. Sotto questo pseudonimo commerciale si celano Mario Palladino e Nicola Palmieri, noti ai più per via del loro canale di gameplay: Quei Due Sul Server. Messi assieme questi due videomakers si dimostrano una macchina da cinema impeccabile. I loro due nomi si alternano per tutta la breve durata dei titoli di testa: musiche Palladino, editing Palmieri, sceneggiatura Palladino, effetti Palmieri e così via. Il risultato è un bellissimo cortometraggio Intitolato E.L.I.S.A., che intrinseca sangue e zombi con un romanticismo da commedia italiana degli anni ‘50. Il risultato di questa simbiosi può riportare alla mente il John Carpenter degli anni ’90, ma anche il più recente 30 Giorni di Buio. Dai dialoghi si denota lo stile fumettistico di Mario Palladino, disegnatore e scrittore di Graphic Novel. Nel cast spicca per carisma Arnaldo Pangia, ma la verità è che sono tutti bravissimi. Gli unici presenti in questo articolo in grado rivaleggiare con Licaoni e Sfascia, forse persino superiori per quanto riguarda il make up (Elba possedeva dell’ottima CGI in compenso). Dispiace solo non vi siano stati altri tentativi di “cinema su Youtube” da parte loro, fatta eccezione magari per la webserie YoutubeMoney. In particolar modo gli ultimi episodi della seconda stagione sono davvero molto satirici e cinematografici.

Dopo i migliori vorrei consigliarvi anche qualche intermedio, diciamo promettente.

Roberto Mannelli ha diretto un cortometraggio dal comparto tecnico molto naturale, ben diretto, montato, interpretato, e fotografato. Si tratta di un Thriller. Due ragazze che parlano dei cazzi loro per circa sei minuti con colpo di scena sul finale. S’intitola L’Attesa. Lo potete trovare sul suo canale chiamato Wolfangamadeus81 dove, saltuariamente, viene postato del materiale.

Il siciliano Paolo Virone è un regista amatoriale le cui opere sono pensate su misura per gli appassionati d’Horror e Thriller. Della roba non molto originale ma abbastanza curata, c’è del talento e inventiva per quanto riguarda effetti e montaggio. Specie nel sonoro è evidente un gusto speciale per l’underground americano anni ’80 tipo The Power, Brain Damage, Basket Case. Spiccano tra gli altri suoi Progetto Adamo e Il Destinatario. I corti di Virone sono tutti free. Li potete recuperare sul suo canale Youtube che si chiama esattamente come lui. Stiamo parlando di corti girati in digitale che faticano ad arrivare a dieci minuti di durata. Tuttavia non ha realizzato solo film dell’orrore, bensì anche un documentario di oltre mezzora dedicato a un festival d’arte siciliana e pacifismo, chiamato I Colori Della Pace.

Lorenzo Lombardi. FERMI … so cosa state pensando. Perché il suo “capolavoro” In The Market lo abbiamo deriso tutti a suo tempo. A ragion dell’incredibile mole di difetti e stonature in esso contenuti. Ho deciso d’inserirlo comunque. Dopo aver riflettuto sul fatto che si tratta di un artista che non ha mai ricevuto una seconda possibilità. Non abbiamo che una singola pellicola per valutare Lombardi, e la storia c’insegna che bisogna sempre diffidare delle opere prime. Considerando che Quentin Tarantino, Martin Scorsese e Stanley Kubrick esordirono con dei prodotti mediocri mai distribuiti nei teatri italiani.

Dario Bagatin ha diretto alcuni brevissimi fanmovies ispirati a celebri videogiochi Survival Horror, tra questi Resident Evil e Dino Crisis.

Simone Caridi per le sue regie ha guardato non poco verso il gotico. Non stiamo parlando necessariamente di Horror, ma può ricordare in particolare alcuni vecchi film di Pupi Avati, in particolar L’Arcano Incantatore e Magnificat. La Dama Bianca ci suona quasi come una canzone di Angelo Branduardi filmata. Potrebbe essere interessante recuperare questi cortini in attesa del menzionato Vork And The Beast di Fabrizio La Monica. Si rifà anche ai classici di Mario Bava e Antonio Margheriti, poiché molto visivo e poco dialogato. Altri suoi titoli Il Dolore Della Bambola e Smalto Nero.

Già da diversi anni Giulio Fiore carica regolarmente i suoi short in un account Youtube che gli è omonimo. Gli effetti speciali non sono il massimo, ma Fiore riesce a distinguersi in questi due minuti di girato per mestiere, grazie al suo gusto fotografico, all’immagine nitida e ai colori saturi. Dimostra la capacità di saper raccontare in pochissimo tempo, partendo da spunti anche molto originali. Ha messo su qualsivoglia tipo di soggetto, dallo zombiemovie alla commedia, passando per l’action. Tra l’altro vi sono anche dei mini fantasy fanmovies dedicati a Harry Potter.

Ebbe il suo quarto d’ora di notorietà durante l’epoca d’oro del mockumentary. Intitolò il suo The Gerber Syndrome – Il Contagio, una sorta di Rec ma in chiave molto più realistica e drammatica. Dopodiché Maxi Dejoie ha realizzato soltanto un semi documentario molto professionale When We Talk About KGB.

Videodrome Induestries è un canale secondario aperto dallo Youtuber Federico Frusciante e da alcuni suoi amici e collaboratori livornesi. Non può certo competere con i corregionali I Licaoni, ma vi sono comunque stati caricati alcuni interessanti cortissimi a tema Horror e Fantapolitica, tra questi The Press. Da questa piccola realtà audiovisiva è stato lanciato anche il bravo attore Francesco Braschi, che da qui è partito per percorrere la “carriera” d’interprete nel settore filmico indie. Potete ammirare l’interpretazione del Braschi nel post apocalittico Legacy diretto da Simone Hebara.

 

Non abbiamo approfondito in questa sede i fratelli Marco e Antonio Manetti, per il semplice motivo che non si può continuare a definire “indipendente” chi è regolarmente distribuito a livello nazionale e partecipa a importanti festival, ad esempio Venezia. Non di meno gli facciamo i nostri migliori auguri per il loro Musical Ammore e Malavita. Speriamo a breve di riuscire recensire qualcosa creato da loro, magari Zora La Vampira. Per il momento ci limitiamo a consigliarvi comunque due delle loro cose più personali: L’Arrivo di Wang e Paura 3D.

 Articolo di Marco Sambiagio.

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